L’Associazione Psichiatrica Americana  (APA) toglie l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Nel 1969, i moti di Stonewall (veri e propri moti di ribellione del mondo gay e LGBT verso le reatate della polizia) diedero origine al movimento per i diritti dei gay ed aumentarono la visibilità delle persone LGBT. Nel 1973 una prima svolta nella storia dei diritti gay/lesbo: alla luce delle nuove informazioni scientifiche portate da ricercatori come Evelyn Hooker e Kinsey, del dissenso nella classe psichiatrica e grazie all’intensa pressione da parte delle associazioni gay, l’American Psychological Association (APA) tolse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali con il 58% dei votanti a favore della mozione. Nel 1974 il Model Penal Code decriminalizzava gli atti omosessuali tra adulti consenzienti.
Ma si è dovuto aspettare fino al 1992 perché l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) rimuovesse l’omosessualità dalla sua lista di malattie mentali, sostituendola con l’orientamento sessuale egodistonico.
Se l’intervento dell’OMS pare tardivo, in molti paesi essere gay può essere fonte di gravi problemi. Non solo nei paesi islamici. In Russia l’omosessualità era considerata una malattia mentale fino al 1999, e nel 2013 ha promulgato una legge che vieta la “propaganda” tramite qualsiasi materiale (riviste, ma anche materiale informativo e di prevenzione ecc) “di relazioni sessuali non tradizionali” rivolta a minori: ai sensi di legge, è un atto criminale tenere un gay prideparlare in difesa dei diritti degli omosessuali, o distribuire materiale che promuova le richieste delle associazioni gay o propagandare l’idea che le relazioni gay sono uguali a quelle etero.

Fonte: Wikipedia